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Proposta di legge regionale

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Proposta di legge regionale

Messaggio Da Fly.dun il Lun 7 Mar 2016 - 17:07

Tratto dalla relazione “We’re putting them back alive” di Robert f. Behnke conclave di Trout Unlimited (autunno 1989).

There is still a people management problem that must be recognize.
First is the problem of "discrimination" perceived by many anglers.
Special regulations for trout require  the prohibition of bait fishing to ensure high survival of the released fish. In a Colorado survey, 11 percent of license buyers said they were solely or predominantly fly fishers, whereas more than 50 percent said they fished at least occasionally with flies and artificial lures. Thus, a regulation allowing any type of artificial lure has the potential for much broader support than fly-fishing only. This, however, raises another problem. Among the most ardent fly-fisher no-kill purists, there are many with deep antipathy toward other methods of angling for trout, especially spin-fishing. Such purists wilt not believe that it could be possible that the survival rate of trout caught and released on a spinning lure (especially a treble hook lure) is similar to trout caught and released on a fly (especially a barbless fly).


Traduzione

C'è ancora un problema gestionale che deve essere riconosciuto.
Il primo è il problema di "discriminazione", percepito da molti pescatori.
Regolamenti speciali per la trota richiedono il divieto di pesca con esche naturali per assicurare un'elevata sopravvivenza del pesce rilasciato. In un sondaggio del Colorado, l'11 per cento degli acquirenti di licenze ha detto che erano pescatori con la mosca esclusivamente o prevalentemente , mentre oltre il 50 per cento ha detto che pescavano almeno di tanto in tanto con mosche e esche artificiali. Così, un regolamento che permette qualsiasi tipo di esca artificiale ha il potenziale per il supporto molto più ampio rispetto solo pesca a mosca. Questo, tuttavia, solleva un altro problema. Tra i più ardenti puristi i pescatori a mosca  no-kill , ci sono molti con profonda antipatia nei confronti di altri metodi di pesca per trote, in particolare per la pesca a spinning. Tali puristi non ritengono che sia possibile che il tasso di sopravvivenza delle trote catturati e rilasciate con lo spinning  (in particolare con l’ancoretta) è simile alla trota catturato e rilasciato con la mosca (specialmente con mosche  senza ardiglione).



La necessità di usare solo esche naturali è evidente.
Permettere il N. K.  con le esche naturali è una bestemmia. 
Le trote dello Yellowstone pescate mediamente 9,7 volte all’anno non avrebbero nessuna possibilità di sopravvivere ad una stagione di pesca se pescate con esche che hanno una mortalità del 40 %  o oltre.
Tutte le esche artificiali hanno una mortalità molto bassa ad eccezione delle esche siliconiche addizionate di aminoacidi. infatti alcuni studi le hanno paragonate alle esche naturali. (se servisse potrei fare una ricerca degli studi) Quindi l’uso delle esche siliconiche può essere valutato , io personalmente le permetterei tutt’al più sarebbe da vietare l’uso di aminoacidi.
Di certo le tecniche non influenzano la mortalità questa è determinata dall’esca.
Il nostro obiettivo deve essere proprio opposto, avvicinare più persone possibili alle esche artificiali unica esca che può permettere una gestione del fiume con alta pressione di pesca.



Punti che io indicherei strategici.

1) Diminuzione della licenza di pesca  portare la licenza dagli attuali 25 euro a 20 euro.

2) Aumento del costo del tesserino segna catture da dividersi in due. Questi si differenziano a secondo delle esche ed al numero di catture, il costo sarà proporzionale all’impatto ambientale. Nei tesserini dovrà essere indicato le catture ma anche se si pesca nelle aree a regolazione speciale o aree libere a tutte le esche e a catture multiple.

a. Tesserino base. Tutte le tecniche permesse solo esche artificiali per un limite indicativo di 3 catture annue  dal costo ipotetico di 10 euro. Da diritto di pescare su tutte le acque.

b. Tesserino catture. Due ipotesi.

PRIMA Questo da diritto all’utilizzo di esche naturali nelle acque dove sono permessa ed ad  un numero di catture aggiuntive sempre solo dove permesso (*) costo da considerarsi di almeno 10 euro (in questo caso è un tesserino aggiunto).

SECONDA
. Si può valutare anche l’ipotesi di un tesserino indipendente. Questo da diritto di pescare su tutte le acque e di usare le esche naturali dove sono permesse ed  un numero di catture superiori dove permesso(*) costo da considerarsi di almeno 20 euro.


3) Individuare in ogni bacino delle aree a regolazione speciale, dove si possa pescare con tutte le tecniche ma  solo con esche artificiali. La  percentuale di tali tratti si deve valutare negli anni successivi  in funzione dell’utilizzo. Massimo catture 3 annue. In queste aree le misure minime e massime il limite di catture annue saranno da valutare con i biologi. Qualsiasi limiti all’attrezzatura è inutile, l’attrezzatura non incide sulla mortalità, in questi tratti si deve puntare sulla responsabilità dei pescatori di rimettere le trote in acqua in perfetto stato. Quindi si limiterà solo il comportamento come il guadare, il pescare con temperature dell’acqua troppo alte, ecc..




Il tutto si potrebbe riformulare in un altro modo, che io credo,   seppure equivalente, sarebbe più corretto, ma meno strategico. Mantenere il sistema del doppio tesserino, ma invertire il concetto delle aree.

1) Tutte le acque da salmonidi sono a solo esche artificiali e massimo 3 catture annue.


2) Individuare in ogni bacino delle aree cattura dove si possa pescare con tutte le tecniche e tutte le esche.  Percentuale negli anni successivi da valutarsi in funzione dell’utilizzo.
Catture annue massime (*)




(*) Il limite di cattura ed eventuali regolamenti  deve essere indicato dalle associazioni che rappresentano i pescatori con esche naturali in quanto solo dei limiti prossimi allo zero e l’utilizzo di esche a bassissima mortalità possono essere  sostenibili, quindi per me può andare bene anche senza limiti. Il limite di Cinquanta o duemila catture non farebbe la differenza. In realtà anche oggi il limite è dato dalla realtà, non certo dal regolamento, il limite di cattura giornaliero esistente è ridicolo.

Questa regolamentazione non deve condizionare né la nascita né la continuazione di eventuali tratti N.K.


Daniele Bolelli
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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da Admin il Lun 7 Mar 2016 - 19:08

Ottima proposta... occhiolinokay 

Bravo Daniele !


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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da MagicFLY il Lun 7 Mar 2016 - 22:22

Credo anche io che sia sacrosanto distinguere e dividere le esce artificiali dalle esche naturali, oltretutto se non lo facciamo noi come UNPeM. Poi si potrebbe disquisire sulle modalità con cui verranno applicate queste "distinzioni", ma eventualmente non fossero perfette sarebbero comunque perfettibili negli anni successivi.
 
Inoltre, io vorrei che nella legge Regionale fosse inserito un principio che distingue e premia il pescatore che si impegna a praticare il "Cattura&Rilascia", che poi si tratti di Trote, Carpe o altro pesce non fa differenza.

Differenza che però si dovrebbe riscontrare al momento di pagare il tesserino per la pesca nelle acque pregiate di cat. A & B.
Credo infine che questa differenza possa essere anche un corretto incentivo alla pratica di un'attività piscatoria sostenibile ed a costo zero per i contribuenti.

I buoni esempi non mancano.
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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da lucio santoni il Lun 7 Mar 2016 - 23:00

Si una buona base di proposta. Ma da esperienze e varie discussioni in materia, si è giunti a temere che il C&R non garantisce da solo l'autosufficienza della popolazione ittica. La pur piccola percentuale (5%?) di mortalità potrebbe diventare letale se non si controllano le uscite di pesca. Vero è che vasti spazi coerenti con il n° di pescatori abbatterebbe tale mortalità,ma solo se si abbattono le catture, quindi le uscite,dal momento che con il C&R non puoi limitare le catture. (Salvo in Svizzera, Germania credo) Specie per i nostri torrenti appenninici,non paragonabili ai grandi fiumi americani, o alpini. Se il C&R funzionasse negli attuali NK non servirebbero immissioni, invece purtroppo servono eccome. Ad oggi poco sappiamo di cosa succede nei nostri fiumi,liberi o nk, le immissioni hanno sempre nascosto ogni problema, ma come dice Sauro, tutto è perfettibile.
L.
Ps: il nk del potenza funziona perchè poche uscite, meno di quelle consentite. Pesce poco o niente antropizzato. Quindi poche catture.Ma piccolo,quindi  monitoraggi di scarso valore.

lucio santoni

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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da Fly.dun il Mar 8 Mar 2016 - 8:35

Ancora una volta sento criticare il C&R e il N.K. in maniera confusa dalle stesse persone che poi dicono di non frequentarli. Mi auguro che mi si diano dei dati veri, io sono molto curioso di leggerli.   I dati in mio possesso non corrispondono a quanto da Lucio supposto. occhiolino

Comunque mi sembra evidente che se delle aree a regolamento speciale come da me indicato potrebbero avere dei limiti di sostenibilità, il permettere tutto come accade oggi è una certezza che non è sostenibile.
Essendo le aree a regolamento speciale variabile a secondo la domanda, l’affollamento  non ci potrà essere. Se in eventuali zone per particolare valore della stessa dovesse accadere si dovrà passare ad un regolamento N.K. puro e perché no in qualche caso anche ad ulteriori limitazioni.

Il principio dei due tesserini si potrebbe anche applicare ad altre specie come lucci carpe ecc. ma sarebbe necessario confrontarsi con le varie associazioni. 

Daniele Bolelli


Ultima modifica di Fly.dun il Mar 8 Mar 2016 - 14:58, modificato 1 volta
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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da lucio santoni il Mar 8 Mar 2016 - 13:36

thinking scratch

lucio santoni

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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da Fly.dun il Mar 8 Mar 2016 - 18:08

[OT]
Lucio questo venerdì non ci sarò al club ma il prossimo se ci sarai avremo modo di chiarirci.
Se ti porti la grappa sarà anche più facile.
[/OT]

occhiolino Laughing Laughing Laughing


Daniele
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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da lucio santoni il Mer 9 Mar 2016 - 15:00

Carissimo Daniele, abbiamo parlato così tanto io e te che non possiamo non essere d'accordo.
Le sfumature che arricchiscono una discussione non sono segno di contrarietà ,ma di partecipazione.
Tuttavia ,pur non avendo il dono della sintesi, cercherò di chiarire il perchè di questa sensazione di ambiguità nel modo di pormi nelle questioni.
Io non pesco volentieri nelle gestioni,ma non in maniera assoluta, perchè non mi piace e questa è una sensazione del tutto personale, ma conosco ,per l'appunto, benissimo questi luoghi.
Come sai io lavoro intensamente per creare zone a regolamentazione speciale sempre più ampie,ma non lo faccio per assicurare divertimento esclusivo ai pescatori, ma sarei felice se le apprezzassero.
Cioè, io lavoro partendo da principi diversi, da ambientalista, protezionista degli ambienti fluviali,per questo tra i miei collaboratori ci sono Geologi, Architetti paesaggisti, e Professori Universitari.
Lavorare per soddisfare le esigenze di una categoria di pescatori o a discapito di altri,non mi interessa, mi sentirei fazioso. Il fiume per me è patrimonio pubblico, non prerogativa del pescatore, quindi semmai avrei piacere che chiunque sia felice di vivere il fiume nel rispetto stesso del fiume come bene comune.
Ne,il mio modo di pensare, accetta l'idea che un bene comune venga personalizzato, sarebbe come pretendere la sabbia sulla “MIA” spiaggia di ghiaia; ne accetta l'idea che una spiaggia sia ad uso esclusivo,NON esiste!!
Ecco perchè le regole che io intendo sono rivolte alla conservazione e rispetto degli ambienti, nella speranza che siano i cittadini a cambiare le loro cattive abitudini e non il contrario. Un Fiume non ha cattive abitudini, non è lui che deve cambiare.

Sono convinto, altrimenti non lavorerei in questa direzione, che solo cambiando metodi e meriti si possa giungere ad una completa condivisione di progetti per il bene degli ambienti nella consapevolezza che non è cercare le differenze e diritti  che ci aiuta,ma ciò che ci accomuna sempre tenendo bene in mente l'obbiettivo.
Come premesso non sono stato sintetico.. occhiolino

Lucio

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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da Fly.dun il Mer 9 Mar 2016 - 15:29

Lucio. L'obbiettivo è comune. Anche se spesse volte ci differenziamo per alcune idee. Io non sono un ittiologo ma ho certamente un approccio tecnico. Non è un caso che amo fare riferimento a Trout UNLIMITED una associazione che si schiera dalla parte delle trote. Delle popolazioni di trote abbondanti sono auspicabili sia per  l'ambientalosta che per il pescatore.

Mi sa che tu non mi vuoi fare bere la grappa. occhiolino Laughing Laughing Laughing

Daniele Bolelli
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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da Admin il Ven 11 Mar 2016 - 11:10

Ciao a tutti !

Questa proprosta inserita da Fly.Dun ( Daniele ) mi piace molto perchè...

"in primis"... non è focalizzata su obbiettivi che mirano a beneficiare i pescatori con la mosca tralasciando gli altri,
"in secundis" perchè oltre ad essere molto democratica, vedi i versamenti per il tipo di pesca esercitata, in questo modo ( e senza alcun dubbio ) si potrà avere riscontri sull'efficacia delle zone protette e sulle esche utilizzate nelle varie zone.

So benissimo che quanto da me scritto ora è una ripetizione in un riepilogo molto concentrato della proposta immessa da Daniele... a me piace parlare ( scrivere ) chiaro dove anche un bambino possa comprendere e poter riflettere. Questi due punti, a mio avviso, sono importanti e da sottolineare.

Ma... (arriviamo al ma...) le mie paure sono :


  • Questa proposta sarà almeno ascoltata ?... perchè i "NO" volano a prescindere e senza ascoltare parola... in tal caso sarà sacrosanto conoscerne il motivo o avere spiegazioni.

  • Nel caso fosse "bocciata" quale sarà la sorte di questa bella proposta ?... io direi di ostinarci nel continuare a proporla, abbandonarla sarebbe un vero peccato.


Beh !... comunque sono fiducioso e credo che qualcosa di buono ne uscirà.

Ovvio che su tale argomento se ne parlerà in sede (MFCS) con i membri... io in questa cosa ci credo e sarò a piena disposizione del club.


Paolo Coletta


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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da Fly.dun il Ven 18 Mar 2016 - 12:02

Io aggiungerei anche questi punti:


1. Primo obbiettivo della legge sulla pesca dovrebbe essere la salvaguardia e lo sviluppo delle popolazioni native.
 
2. Secondo lo sviluppo e la salvaguardi delle popolazioni selvatiche. 
 
3. Ogni intervento (ripopolamento, gestione, ecc..) dovrebbe essere compatibile con i principi primi espressi e deve essere documentato ed autorizzato da una commissione tecnico-scientifica che ne valuti la compatibilità.
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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da serfly il Ven 18 Mar 2016 - 12:28

Bene, bene, i punti aggiunti non fanno che perfezionare la già citata proposta, io aggiungerei anche l'aggettivo SACROSANTI (riferito ai punti) occhiolinokay .

Questa sera ci sarà l'incontro con i delegati dei vari Club associati all'UNPeM, vediamo cosa viene fuori.

Sergio

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Re: Proposta di legge regionale

Messaggio Da MagicFLY il Gio 24 Mar 2016 - 21:56

Di seguito quello è stato proposto al Presidente Regionale UMPeM e che vorremmo fosse inserito nella legge regionale sulla pesca nelle acque interne:
 
 
1)      – Chiedere in modo inequivocabile che le zone Cattura&Rilascia siano esclusivamente attuabili con la modalità delle esche artificiali (amo singolo senza ardiglione ecc. ecc., da specificarsi successivamente nel regolamento che seguirà).
 
2)      - Chiedere che venga istituita una commissione di carattere scientifico (ittiologi, ecc.) che supporti e consigli gli organi costituzionali legiferanti, supervisionando ogni qual si voglia legge e regolamento.
 
3)      – Distinguere chiaramente i tratti di fiume permanentemente a carattere Cattura&Rilascia e privi di alcun tipo di immissione, dai tratti di fiume dove il Cattura&Rilascia è in atto solo ed esclusivamente in alternativa alle gare di pesca alla trota. In questi ultimi tratti infatti, oltre a poter essere immesso materiale ittiogenico, le catture effettuate durante le gare saranno certamente uccise. Date le enormi differenze “filosofiche”, tali tratti di fiume non possono essere accomunati.
 
4)      – In tutte le acque libere dove sia permesso prelevare pesce, quindi sia acque pregiate che meno, introdurre una quota di prelievo realmente SOSTENIBILE. Tale quota non può prescindere dal parere dell’autorità competente preposta in materia, cioè dalla sopra proposta commissione scientifica.
 
5)      Introdurre una diversificazione dei permessi di pesca proporzionando i costi alla qualità delle acque dove la pesca verrà esercitata. Vorremmo inoltre che venga premiato/incentivato il pescatore che si impegna a praticare SEMPRE il Cattura&Rilascia, abbassandogli il costo dei permessi di pesca.
 
6)      – Sia VIETATA l’immissione di qualsiasi specie ittica non autoctona, almeno in tutte le acque pregiate di cat. A.
I criteri per determinare inequivocabilmente che il materiale ittiogenico sia autoctono, almeno nel caso di popolazioni salmonicole, non possono che essere determinati/dedotti dai risultati del progetto “Life Trota”.
 
 
 
 
 
Le proposte sopra formulate si giustificano con le seguenti motivazioni:
 
 
1)      – La proposta “Cattura & Rilascia” solo con esche artificiali, è motivata e giustificata dai risultati di studi condotti da biologi che hanno raggiunto i medesimi risultati, nonostante gli studi siano stati condotti in ecosistemi e continenti differenti.
 
2)      – Necessità di proteggere e valorizzare in nostro patrimonio ittico, in particolare quello residente nelle acque pregiate di cat. A .
Soprattutto ora che il progetto “Life Trota” (patrocinato dalla Provincia di Pesaro e Urbino e con partners quali l'Università Politecnica delle Marche e l'Università degli Studi di Perugia) ha inconfutabilmente individuato nei risultati da esso stesso conseguiti.
 
3)      – Auspicare l'introduzione di un sistema piscatorio totalmente auto sostenibile, eliminando tutti i costi dovuti ai continui ripopolamenti che inevitabilmente ricadono sulla comunità.
 
 
4)      – Eliminare l’introduzione di specie aliene, e potenzialmente “inquinanti”, dal nostro ecosistema fluviale.
 
5)      – Educare i pescatori ad un rapporto con la natura consapevole e di maggiore senso “civico” verso il bene comune che in questo caso è il fiume.
 
 
6)      – Incrementare l’interesse dal punto di vista turistico verso la nostra terra, valorizzando e tutelando un sano ed integro ecosistema fluviale.


Naturalmente tali proposte sono largamente migliorabili, speriamo siano almeno un motivo di riflessione.

Buona serata a tutti
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